noi siamo partenopei.

In ogni angolo del mondo ci sarà sempre una famiglia azzurra pronta ad accoglierti con calore ed affetto”

La rubrica “VITA DA CLUB” vuole rappresentare una finestra sul panorama mondiale, un viaggio all’interno del tifo azzurro presente in ogni parte del globo.  La trentaduesima intervista è dedicata al Napoli Club Genova del presidente Oreste Manzi. 

– Parlaci di te e del Club che rappresenti

Sono Oreste Manzi, dall’età di 16 anni vivo a Genova ma è come se da Castellamare di Stabia non fossi mai andato via. L’amore per Napoli, nella mia educazione familiare, è stato un caposaldo. Non nascondo che da adolescente non è stato facile allontanarsi dagli amici per raggiungere una città del nord con modi di vivere totalmente opposti ai nostri.

Ormai ho 44 anni e Genova è diventata la mia casa. In città, i tanti Napoletani, ognuno con la propria storia, arrivano tutti con la malinconia nel cuore e il bisogno di condividere emozioni con la propria gente.

 

– Qual è stato l’episodio più emozionante che avete vissuto?


Attraverso il calcio ci siamo ritrovati, la fede azzurra ha fatto il resto. Domenica 10 giugno 2007 Genoa – Napoli 0 -0. Napoli e Genoa a braccetto in serie A. Tutti in Piazza De Ferrari a fare il bagno nella fontana, Genoani e Napoletani legati da una forte amicizia che in questa giornata storica si rafforza. Chi ha vissuto con forte emozione quella giornata, oggi è un fondatore del Napoli club Genova. Da allora il club è diventato il punto di riferimento di tutti i napoletani che mettono piede sotto la lanterna. La nostra missione è cercare di alleviare la lontananza dalla propria terra e dalle tradizioni. Oggi finalmente abbiamo un gruppo solido e una sede bellissima, una associazione di promozione sociale con l’intento di diffondere su Genova il nostro spirito allegro e ospitale e la cultura partenopea. L’abbiamo chiamata “la casa della napoletanità” un posto dove se dici “forza Napoli!” la risposta è scontata “…semp Fratè”.

 

– Raccontaci un aneddoto particolare legato al club.

Il napoletano è tutto un aneddoto.  Uno scrittore trascorrendo un solo giorno in mezzo ad un gruppo napoletano ne ricaverebbe più di un bestseller. Come dimenticare gli stendardi del club attaccati sul campanile Glockenspiel di Monaco di Baviera durante lo spettacolo del carillon. Marienplatz era ghermita di napoletani, tutti col naso all’insù a guardare i nostri 3 vessilli sventolare dal campanile. Oppure i mutandoni azzurri di Carminone taglia xxxxxxxl mostrati a tutti i commensali di un ristorante all’uscita di Fabro (Terni) dove ci fermammo a pranzo mentre raggiungevamo Roma per la finale di Coppa Italia. Il problema fu che quando entrammo nel ristorante c’erano solo tifosi viola che si girarono di scatto verso l’ingresso. E per stemperare la tensione intonò un coro “chi non salta è juventino” riscuotendo un grande successo tra le risate generali.

 

– Come sta reagendo il club a questo momento di difficoltà, che ormai dura da circa un anno, legato all’emergenza epidemiologica?

Abbiamo la sede nuova inaugurata a settembre 2020 che non possiamo sfruttare come meriterebbe e tante iniziative si svolgono attraverso le videoconferenze. Il lavoro di unire un gruppo a distanza è duro. L’obiettivo della nostra realtà, come di tante altre associazioni come la nostra, è l’aggregazione fisica delle persone. I social ci danno almeno un senso di appartenenza ma speriamo vivamente che questa situazione si possa risolvere al più presto. Tornare a vivere e soprattutto tornare allo stadio.

 

– Se avessi dinanzi a te D10S per qualche istante cosa gli diresti?

Diego Diego Diego e poi sono certo che l’emozione prenderebbe il sopravvento. A colui che ha regalato cosi tanta gioia al popolo napoletano non hai più niente da chiedere. Il nostro logo è dedicato a lui. Raffigura il suo volto durante l’inno argentino ai mondiali vinti di Messico ’86. Il nostro club è da sempre un museo a Lui dedicato. Dalla creazione del club, ogni 30 ottobre festeggiamo il suo compleanno e lo continueremo a fare. Diego è immortale e vive nei nostri cuori.

 

– Quali sono i calciatori del Napoli, ad esclusione di Diego, a cui ti senti più legato?

Marek Hamsik, senza dubbio. Lo stendardo di Marek con i denti da dracula ci ha accompagnato in tutte le trasferte. Marekiaro ci ha regalato enormi gioie, dagli anni duri della rinascita alla Champions League. Ha autografato il suo stendardo ed era sempre lieto di ospitarci per due chiacchiere prima del match Genoa – Napoli; una persona di cuore oltre che un grande campione. Nomino anche Gianluca Grava per l’impegno e la grinta che metteva in campo e per la mentalità che trasmetteva ai compagni. Grande Gianluca, sempre nei nostri ricordi.

 

– Cosa consigli di visitare (e di mangiare) ai tifosi azzurri che dovessero passare dalle vostre parti?

Siamo cosi tanto abituati a promuovere Napoli ai genovesi che sembra quasi una domanda insolita da fare a noi. Genova vista dal mare sembra un po’ Napoli, con le sue colline alle spalle del porto che la fanno assomigliare alla nostra città. Innanzitutto come prima cosa cerca su google “Napoli Club Genova” e passa in via Tortona 1k per conoscere la casa della napoletanità. Ci pensiamo noi a consigliarti una buona pizza napoletana e un caffè con 3C, trovare la mozzarella di bufala e una sfogliatella calda e se ti trovi nella giornata giusta panini salsiccia e friarielli al club sono una consuetudine. Non ci sta niente da fare, se vieni a Genova trovi Napoli … se aggiungi un tocco di fantasia.


Natale 2020

Nel nostro piccolo e con tutte le limitazioni anticovid:

“AUGURIAMO A TUTTI UN BUON NATALE E UN FELICISSIMO ANNO 2021 SENZA COVID”

 

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